Si è svolto l’8 giugno 2026, presso l’Hotel Quirinale di Roma il V Forum Machiavelli Difesa, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati ai temi della sicurezza, della difesa e della strategia nazionale. L’edizione 2026 è dedicata a un tema particolarmente attuale: “Qualità e quantità: affrontare e vincere le sfide di massa e innovazione”. L’evento riunisce rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’industria della difesa, del mondo accademico e dei think tank strategici per analizzare le lezioni che emergono dai conflitti contemporanei e le sfide che attendono l’Europa e l’Alleanza Atlantica nei prossimi anni. Se negli ultimi anni il dibattito strategico era concentrato soprattutto su tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, cyber warfare e sistemi di nuova generazione, i conflitti in corso hanno riportato al centro una questione fondamentale: la capacità di produrre e sostenere nel tempo lo sforzo bellico. Le guerre ad alta intensità hanno infatti dimostrato che la superiorità tecnologica, da sola, non è sufficiente. Servono capacità industriale, logistica, resilienza delle filiere produttive e la possibilità di rigenerare rapidamente mezzi e sistemi d’arma. In questo contesto il Forum Machiavelli ha affrontato il delicato equilibrio tra innovazione e massa, tra qualità dei sistemi e quantità delle risorse disponibili, una sfida che riguarda direttamente anche l’Italia e l’intera Europa.

Tra i principali relatori figurano esponenti istituzionali e vertici militari di primo piano, tra cui:
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto
Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato alla Difesa;
Maurizio Gasparri;
Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare;
Generale Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare;
Generale Giacinto Ottaviani;
Max A.L.T. Nielsen e altri esperti del settore strategico e industriale.
Particolarmente attesa è stata la partecipazione di Isabella Rauti, che è intervenuta nel panel dedicato a “High North e le nuove frontiere della sicurezza euro-atlantica”, tema che richiama l’attenzione crescente verso l’Artico e le regioni settentrionali, oggi sempre più rilevanti dal punto di vista geopolitico, energetico e militare.
Il Forum ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo dell’Italia all’interno della NATO e delle iniziative europee di difesa. L’attenzione verso il Mediterraneo allargato, l’Artico, lo spazio, il dominio cyber e i sistemi autonomi dimostra come la sicurezza del XXI secolo richieda una visione integrata e multidominio. Il V Forum Machiavelli Difesa arriva in un momento storico nel quale il ritorno della competizione tra potenze e delle guerre convenzionali impone una revisione delle tradizionali politiche di sicurezza. La domanda che emerge dai lavori del Forum è semplice ma cruciale: non basta disporre delle migliori tecnologie, occorre anche garantire la capacità industriale e operativa necessaria per sostenerne l’impiego nel tempo. È una sfida che riguarda non soltanto le Forze Armate, ma l’intero sistema Paese, come ha ricordato l’Ammiraglio Berutti Bergotto sottolineando l’Importanza dell’Innovazione, chiamato a confrontarsi con uno scenario internazionale sempre più complesso e competitivo. L’Ucraina ha avuto la Capacità oltre che la Necessità di convertire molte piccole industrie in industri medie per sostenere lo sforzo bellico. Tra le Associazioni partecipanti l’AFCEA rappresentata dal Segretario dell’ AFCEA Naples Chapter Massimiliano Canestro. Alto l’interesse anche par la SMS Engineering per i temi legati alla Sicurezza ed alla Cybersecurity. Riguardo il Dual Use un’attenzione particolare, dal punto di vista industriale è stata posta sull’underwater, perché l’utilizzo dei droni avviene necessariamente con l’uso di AI per i noti problemi di comunicazione e quindi le missioni dei droni subacquei vien “precaricata”. Le sfide del dominio subacqueo sono diverse da tutti gli altri domini, forse lo spazio ha difficoltà paritetiche, ma non superiori.
“Questo quinto forum sulla difesa della Fondazione Machiavelli di un’intera giornata molto articolato restituisce una visione organica delle esigenze della difesa e della sicurezza, ma anche della componente industriale, piccola, media e grande e ci ha imposto una riflessione fondamentale nel rapporto tra aspetti qualitativi e aspetti quantitativi, quindi tecnologia, ma anche produzione industriale. Per quello che riguarda l’Artico e la sicurezza euroatlantica, una volta l’Artico era diciamo avvolto un po’ dalla favola perché visto come remoto e irraggiungibile ma in verità non è più né remoto né irraggiungibile, apre nuove rotte commerciali, nuove rotte economiche e soprattutto, essendo un concentrato di materie prime e di risorse strategiche di terre rare, sollecita gli appetiti dei big player globali e c’è anche un rischio di una corsa selvaggia allo sfruttamento di queste risorse. – sen. Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato alla Difesa – Invece l’Italia si occupa, e lo ha scritto anche nelle sue linee guida, di mantenere aperto il dialogo, di sostenere gli aspetti di ricerca scientifica, la diplomazia scientifica, gli aspetti di cooperazione, perché noiriteniamo che l’Artico debba sfuggire dalle tensioni globali e non diventare il tavolo, come invece sta diventando, delle contrapposizioni globali. Sicuramente l’Artico è una frontiera delle frontiere perché quello che accade lì ricade in realtà sulla sicurezza internazionale, geopolitica e geostrategica. Quindi attenzione costante, non a intermittenza, rispetto all’Artico, alle sue trasformazioni e soprattutto alle competizioni di Russia e di Cina che in qualche modo si riflettono anche sull’Artico e quello che accade lì riguarda il futuro della sicurezza direi nazionale, europea e globale. Quindi occhi puntati sull’Artico”


